Traversata Alpi Apuane 2012 - Alpbike - Alpi Apuane e dintorni

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Traversata Alpi Apuane 2012

HO REALIZZATO UN SOGNO
Credo che ognuno abbia  dentro di se un rapporto  particolare con qualcosa che sente  parte di lui  e verso cui  prova   un amore , che non è lo stesso che si nutre verso una persona o un essere vivente  , ma è ugualmente forte e vitale, tale da farlo sentire intensamente  affascinato e rispettoso. Ci sono legami che esistono da sempre , altri che lo diventano per eventi della vita , altri ancora perche si rimane semplicemente affascinati da qualcosa che ci sta attorno. Ed ecco il desiderio e la voglia di vivere più  intensamente e  da vicino ciò che occupa già parte del nostro tempo. Cerco di conoscere ed apprezzare il territorio che mi circonda da oramai parecchi anni scavando anche nella memoria della sua storia e nelle storie degli uomini che nel corso dei secoli li hanno vissuto. Quello di attraversare, senza SE e senza MA,  utilizzando  il mezzo che è la nostra passione , questo  territorio in verticale , è stato  da almeno un decennio un desiderio a cui non ho mai rinunciato e che ha sempre accompagnato ogni singola giornata trascorsa nelle Alpi Apuane  ,sia come trekker sia come biker…
Ho realizzato  un sogno…
Credo di poter affermare senza presunzione che siamo stati grandi nella realizzazione della  traversata affrontando , con giusta attenzione, anche difficoltà oggettive poco compatibili con le nostre amate bici…..
Ho realizzato  un sogno…
grazie a voi tutti, miei  compagni di viaggio :
Balvenie  Buccogt  Jhonnytappo  Pippixe  Ruttok  S_rgio Tostarello  Trinkera
Siamo stati grandi ed ora siamo grandi amici …!!!
ALPIKO

...Pedalate ne facciamo tante, ma sono pochissime quelle che lasciano impronte profonde nelle nostre menti. Quest'avventura ha lasciato un solco nella mia mente (oltre a qualche altro solco causato dai pin dei pedali nei polpacci).
Capisco che tanti non gradiscono certe esperienze, ma personalmente le ritengo l'essenza della MTB. Sei a contatto con la parte più aspra e selvaggia della montagna.
Per ora abbraccio con tanto affetto i miei compagni con cui ho vissuto l'avventura. Siete le persone migliori con cui potessi passare questi tre giorni: bravissimi bikers e grandi persone....
(Pippixe)

TRAVERSATA CICLOALPINISTICA DELLE ALPI APUANE - 26.27.28 Maggio 2012
PENSIERI SPARSI ALLA RICERCA DELLE RAGIONI CHE HANNO PORTATO A PIANIFICARLA...


#1
un pensiero al passato....


...è il 1989 quando a causa dell'ennesimo infortunio e degli oramai insostenibili costi decido di chiudere con quella che più di tutti e di tutto mi è stata compagna da quando ho compiuto 13 anni : la moto da cross .16 anni di piste polverose ,di salti e di marmitte ad espansione fatte a mano certo non si dimenticano così facilmente ,e per chi ,come me, si sente un pò pioniere del fuoristrada a due ruote il distacco è troppo forte. bisogna trovare assolutamente un rimedio per evitare di ritrovarsi come molti coetanei a passare il tempo libero a sport piuttosto sedentari o ,peggio, al bar...
e poi... il richiamo della terra ,dei sassi , della polvere e dei sentieri è oramai parte integrante del mio io. c'è in quegli anni qualche matto che va in giro per boschi in bicicletta,ma non una qualsiasi,classica bici ; sono bici che a detta sempre di quel qualcuno ,sono miracolose ! hanno la strabiliante capacità di salire,ma salire salire ... senza faticare!!!!
incredibile! ...ricordo che nel 70 mi ero fatto comprare la bici da cross, sospensioni davanti e ammortizzatori dietro , cambio sul tubone simile a quello delle auto : una figata ! si ma l'unica cosa che si riusciva a fare era impennarla in pianura , perche tra peso e rapporti era praticamente impossibile portarla in salita ....insomma sono piuttosto scettico su questa nuova tipologia di bici ...si la MUNTANBAIK...
ma la voglia di rimettere i pied..opss le ruote sulla terra è troppo forte : si prova! due amici mi convincono, loro la muntanbaik ce l hanno gia ...belle ...una mbk e l immancabile bianchi . giriamo un mese per negozi , cerco di capire qualcosa ...alla fine ecco la mia bella bike rossa con cambio shimano!!! dopo neanche due ore siamo tutti e tre in uno dei piu cattivi sentieri della zona. sarà l'ultima volta che vedro i due ragazzi su una bicicletta !!!!!!.......................
da quel giorno è nato un nuovo legame che si è modificato , forse evoluto nel tempo attraversando varie fasi : la fase agonistica prima , escursionistica poi ed infine quella più esplorativa , più montana o all mountain come si definisce oggi...
alla fine la meta piu frequente ed affascinante sono state le alpi che circondano il territorio dovo vivo . le alpi apuane .....

#2
l'incontro con le Alpi Apuane


....già.. le alpi apuane ....
ho imparato a frequentarle come trekker piuttosto tardi ...pensare che mio babbo ne aveva una graande passione ,che ha sempre cercato di trasmettermi ,senza mai forzarmi , ma inutilmente...troppo forte era il pensiero del motocross ,nulla e nessuno avrebbe potuto allontanarmi dalle piste e soprattutto dalla mia amata moto.....ho dovuto aspettare che mio babbo non ci fosse più per cominciare ad apprezzare e successivamente amare questi monti , e questo per me rimarrà sempre un grosso rammarico .....ma sono altrettanto certo che malgrado il ritardo apprezzerà la mia tardiva "conversione"..........

Capanna Garnerone
anni 60

#3
l'idea della traversata ....

...anni di trekking , estivo ed invernale ..., sui monti di marmo ,... e poi giri giornalieri in bici nel tentativo di ricalcare le solite tracce .... il fascino di scoprire antiche viabilità e manufatti in luoghi assolutamente al margine dei classici circuiti di escursionismo. ma sempre sensazioni vissute nell'arco di una giornata , al limite con una notte passata su una delle vette dei monti della luna ....
e allora perchè non vivere nella sua interezza la catena apuana? ecco ,una traversata,...si,una traversata  che ci accompagni nelle varie tipologie di ambiente che questi monti sanno offrire a chi ,lentamente, sappia  camminare da un punto all'altro apprezzandone i profumi ,i colori ,l'asprezza delle sue rocce e la infinita dolcezza di panorami infiniti....

#4
La traversata nel dettaglio...

 
 
 

Giorno 1
Passo Lucese- Campo all’Orzo    Sentiero 102
Campo all’Orzo –Foce del Termine (o del Crocione)   Sentiero 101
Foce del Termine (o del Crocione)- Rif Alto Matanna  Sentiero 101-3
Rif Alto Matanna  -Foce delle porchette  – Sentiero 109
Foce delle porchette  –  Foce di Petrosciana   Sentiero 109
Foce di Petrosciana  - Foce di valli  Sentiero 131
Foce di valli – Foce di mosceta  Sentiero 125   EE

Passo Lucese- Campo all’Orzo Sentiero 102

La nostra traversata ha inizio la sera del venerdi ,davanti a molto cibo e taaaaaaante bottiglie con molta allegria. La ciurma è affiatata pur essendosi appena conosciuta....La serata scorre via veloce ed andiamo a letto quasi all una. abbiamo poche ore di sonno poiche alle 05.30 aspettiamo l amico MAX che ci traghettera le 7 bike con il suo furgone cosi che movimenteremo una auto solamente .Quindi per noi sveglia alle 04.45 , colazione e partenza verso le ultime propaggini delle Apuane meridionali,a passo Lucese ,pochi km oltre la localita  Gombitelli , isola linguistica con parlata di origine celtica simile all'emiliano.Gombitelli è centro rinomato di produzione salumi....
Il ritrovo è fissato alle ore 7 ,in realta mancano solo BUCCOGT e JHONNYTAPPO che non hanno pernottato da me... Ovviamente bucco e jhonny ,essendo i piu vicini al luogo del ritrovo ,arriveranno con mezz ora precisa di ritardo ....Il meteo sembra essere discreto ... e in attesa dei due garfagnini espletiamo ...alcune formalita all aria aperta..(!!!) consciamo idue ,foto ricordo e ...si pedala,ovviamente subito in salita;imbocchiamo uno stradello a fianco del ristorante che non ci da tempo di prendere fiato , la pendenza è subito notevole e cominciano i primi mugugni.......Con uno stradello sterrato prima e un bel sentiero nel bosco poi , per lo piu pedalabile, raggiungiamo in poco pu di un ora la sellettta chiamata focetta di s.vincenzo,912msm ,alle nostre spalle il monte Prana. Dopo poco pedaliamo sugli  ameni terrazzamenti di Campo all orzo ,con i ruderi della omonima chiesetta .

 
 
Campo all’Orzo –Foce del Termine (o del Crocione) Sentiero 101 Foce del Termine (o del Crocione)- Rif Alto Matanna Sentiero 101-3

Ripartiamo verso la foce del crocione ,detta anche del termine,il meteo sembra tenere e riusciamo vedere parte della costa versiliese e le sue spaigge .si alternano tratti pedalabili in saliscendi a tratti piu rocciosi e ripidi in cui dobbiamo scendere di sella . alla foce facciamo una sosta ristoratrice mangiando qualcosina. proseguiamo sul 101 verso la foce del pallone cosi chiamata perche agli inizi del novecento una teleferica azionata da un pallone aerostatico saliva portando i turisti dalla grotta dell onda nel comune di camaiore al colle della porta ,oggi detta foce del pallone. L ideatore di tale strumento turistico fu l allora gestore dell albergo alto matanna . questa funivia ante litteram ,detta rosetta dal nome della moglie del gestore , alemanno barsi  ebbwe un grande successo che pero ebbe vita breve a causa di un temporale che la distrusse dopo pochi mesi . non fu mai piu ricostruita..... qui a lato una cartolina dell epoca che pubblicizzava questa singolare attrazione turistica .....
continuiamo a salire per buon sentiero che ci porta ad uno stradello che passa davanti ad una casetta votiva in pietra e di li a breve ,dopo esserci trovati a tu per tu con magnifici cavalli , siamo nei pressi dell'albergo alto matanna dove facciamo pausa caffe.....

Rif Alto Matanna -Foce delle porchette – Sentiero 109 /// Foce delle porchette – Foce di Petrosciana Sentiero 109

....appena ripartiti facciamo subito una sosta"tecnica": il pippixe fora e la ciurma si ferma. riprendiamo dopo una ventina di minuti e subito capiamo che la seconda parte della tappa odierna verso il nostro punto tappa sara come si usa dire "ignorante" . E' un altalenarsi di bici a spinta e bici in spalla ....perdiamo da subito il 101 e saliamo il n. 109 che ,passando per il calla re del matanna ci conduce faticosamente ,ma non ancora come lo sara in segiuto alla foce delle porchette . è in questo sentiero , in un tratto in piano ,che spingendo la bici da un lato stupidamente inciampo e batto violentemente il ginocchio sx contro una roccia ! la botta è notevole ,il dolore altrettanto ...mannaggia ,pensare che una 15ina di giorni prima a causa di un cappottamento ho picchiato quello dx ,appena appena risistemato ...bucco e jhonny ,che mi segueno mi confortano a parole ma quando riprendiamo il cammino il dolore aumenta e pure il gonfiore ....faticosamente raggiungiamo la foce delle porchette dove stranamente troviamo qualche escursionista che ci guarda con curiosita....da qui non solo la salita sara tosta ma dovremo porre tutta la massima attenzione in tutto l itinerario seguente , che inizia con la discesa di un ripido canalone che ci fa perdere anche un buon 200 m di quota ; riconosciamo che lassu qualcuno ci assiste poiche in caso di maltempo quel tratto sarebbe stato semplicemente difficile!. Tagliamo un lungo traverso  piuttosto stretto ed infido sino alla casa del monte ,da dove ci aspetta una erta risalita bici in spalla sino alla foce di petrosciana. Alzo lo sguardo verso il cielo in direzione della foce di valli e ahinoi vedo nero....sono le 13.00 ,facciamo la nostra pausa pranzo quando iniziano le prime gocce di pioggia........


Foce di Petrosciana - Foce di valli Sentiero 131

...la pausa è finita , le gocce di pioggia vanno e vengono , ma non è li che dobbiamo temere il meteo . tra non molto dovremo affrontare il sentiero 125 che ci condurrà al rifugio del freo , nella foce di mosceta e tale sentiero risulta gia impegnativo in buone condizioni , diventerebbe particolarmente insidioso in caso di acqua ,soprattutto considerando le bici al seguito .minimizzo la situazione ma dentro di me non sono molto tranquillo . l alternativa , che non vorrei neanche prendere in considerazione ,significherebbe fare una interminabile variante con dislivelli cattivi sia in discesa e poi in salita ...il ginocchio sembra malmesso e tanto per non farmi mancare nulla ecco che la scarpa dx comincia ad aprirsi come il becco di una papera! sono a posto ...proprio ora! certo ...è vero che mi hanno accompagnato tra l altro negli ultimi tours , gran paradiso e grand combin compresi , ma accidenti ,potevano aspettare ancora un paio di giorni ....;continuiamo sul 131 risalendo lungamente tutto il costone che ci porta alla foce di valli col suo isolato alberello , sotto una pioggerellina a tratti che ci fa sudare come suini vista anche il grado di umidita nell aria......abbastanza sfiniti facciamo pausa alla foce . incontriamo un runner proveniente dalla cresta del monte forato in allenamento per la skyrace e ci diamo del matto reciprocamente . ci invita alla massima attenzione lungo il 125 ,ci saluta e lo perdiamo di vista. in effetti il 125 è stato teatro qualche anno fa di una tragedia proprio durante lo svolgimento della skyracerunning ,dove un concorrente è fatalmente precipitato in uno dei numerosi canali che lo attraversano....

Foce di valli – Foce di mosceta Sentiero 125 EE

la pioggia ci da un attimo di tregue e decidiamo di intraprendere  l oramai famoso 125 ; con la massima prudenza ed attenzione possibile procediamo lentamente ma con decisione .se cosi affrontato  non risulta particolarmente impegnativo . attraversiamo i primi canali che durante l inverno sono apprezzate salite per scalatori ....dopo circa un  ora giriamo l ultimo costone e ci troviamo in vista di mosceta e del rifugio del freo . ancora un paio di traversi delicati e ci possiamo godere un breve ma gustoso st su ghiaia fino al rifugio. il tempo di sistemarci ,bere qualcosa e il meteo si scatena : temporale con acqua e grandine condito da un fitto nebbione ...solo le bici non sono all asciutto ....lassu qualcuno ci ama....

 
 

Giorno 2
Foce di Mosceta – isola Santa  Sentiero 9
Isola Santa – Arni   Strada
Arni – Passo Sella Sentiero 31
Passo sella – Arnetola Sentiero 31
Arnetola – Cave Formignacola  sentiero 31
Cave Formignacola – campocatino  Sentiero 147 sentiero attrezzato
Campocatino – Giovo  Sentiero 34
Giovo – Cave Campaccio
Cave Campaccio – Psso Focolaccia  Via Marmifera
Focolaccia – Foce Cardeto  Sentiero 179
Foce Cardeto – Cava 27  - Rif. Orto di Donna  Sentiero 179

 
 
 
 
Foce di Mosceta – isola Santa Sentiero 9 //// Isola Santa – Arni Strada

ci svegliamo di buon ora e ognuno di noi corre alla finestre del rifugio per vedere il meteo. buono! sistemiamo i letti , le nostre cose e corriamo a fare colazione . la notte è trascorsa tutto sommato tranquilla , nessun grosso russamento, solo un po di viavai nel primo mattino da parte degli altri ospiti del rifugio verso i bagn i.inaspettatamente il ginocchio sembra permettermi di proseguire il tour .sinceramente viste le premesse avevo temuto il peggio ,anche se certo non mi sarei rassegnato a rinunciare a proseguire il tour ....sicuramente le mie condizioni non sono ottimali ma visto anche il meteo sono talmente carico che proseguirei anche con una ingessatura ....   la giornata prevede un inizio in discesa lungo un buon sentiero nel bosco . salutiamo , foto di rito ,indossiamo le protezioni e partiamo verso isola santa . il sentiero è molto bagnato ed insidioso ma è divertente e veloce . qualcuno si ferma lungo il percorso a fare una sosta ....tecnica(!!!) . io e il mio vice trinkera ne facciamo una in ...stereofonia....; alleggeriti corriamo piu veloci di prima ed insieme agli altri compagni in breve siamo a col di favilla , disabitato borgo molto caratteristico ,dove ci riforniamo di acqua. da li a isola santa sara una larga sterrata a farci da pista . abbiamo perso parecchia quota e da qui la giornata si preannuncia molto impegnativa per fondo e dislivello . dobbiamo raggiungere arni e non abbiamo alternativa al bitume .lungo la strada ci attende zio phyton ,un altro forumendolo ,che ci accompagnera per un breve tratto del percorso . arni sara punto di partenza della marmifera assai erta che ci condurra ai bucolici e panoramici prati di passo sella .

 
 
Arni – Passo Sella Sentiero 31////Arnetola – Cave Formignacola sentiero 31

la breve ma interminabile via di cava è oramai una nostra vecchia conoscenza ,in quanto parte del classico giro della tambura . la salita è costante ,non da mai un minimo respiro ed il bianco fondo polveroso non aiuta la trazione . a tratti tutti spingolno la bici , gli unici che sembrano marzani sono i giovani jhonnytappo e buccogt  che sembrano volare sui pedali. arriviamo ai segnavia che indicano il passo a pochi minuti , un ultimo tratto bici in spalla ed eccoci sul prato a goderci riposo e panorama. la giornata è gradevole. ritorna in auge una variante che gia la sera precedente il buon jhonnytappo ha proposto alla compagnia . il programma prevederebbe di scendere sino ad arnetola , proseguire la discesa a vagli per poi risalire lungamente verso l acqua bianca dove riprenderemo la seconda marmifera della giornataa che ci portera al passo della focolaccia. la variante ci eviterebbe la discesa a vagli e ci porterebbe a campocatino facendoci risparmiare un bel po di quota. nessun problema se non fosse che il sentiero per campocatino ,il 147 prevede un trtto esposto attrezzato ,che tra l altro mi risulta essere chiuso o quantomento in fase di manutenzione e ripristino , in quanto ufficialmente chiuso ......

 
 
 
 
Cave Formignacola – campocatino Sentiero 147 sentiero attrezzato

la decisione è presa , il 147 è nostro , qualcuno non è molto convinto ma silenziosamente accetta e procede ...
in breve arriviamo al punto decisivo del percorso . chi guida il gruppo si blocca ,pare che ci siano escursionisti provenienti in senso opposto al nostro ...no, non è cosi , ci sono persone si ,ma al lavoro . stanno attrezzando il tratto con nuovo materiale. in un attimo faccio mente locale e ripenso che in effetti ho letto che il 147 sarebbe stato riaperto proprio il giorno seguente ...con grande ed inaspettata disponibilita da parte dei lavoranti iniziamo la nostra discesa. qualcuno propone di legare la bici con la corda e di calarla , ma decidiamo di non fare questa operazione e di fare una sorta di passamano . i giovani jhonnytappo e buccogt ( si ,sempre loro..) fanno un lavorone , sembra che facciano quel tipo di operazione quotidianamente . in poco piu di mezz ora tutte 9 le bici e tutti 9 i biker hanno superato il tratto esposto . grandiosi!! una volta superato , tutti sono entusiasti e gasati per il non comune delicato passaggio, un altra chicca da poter raccontare ai nipoti .....
continuiamo lungo un piacevolissimo sentiero un po esposto ma neanche tanto sulla valle di arnetola e giungiamo nello splendido scenario di campocatino.

Campocatino – Giovo Sentiero 34 /// Giovo – Cave Campaccio //// Cave Campaccio – Psso Focolaccia Via Marmifera

...campocatino è un posto dove ,quando ci sei , non vorresti piu lasciare...ha un qualcosa che ti rende in pace con te stesso ...è un posto che ti infonde tranquillita e serenita ...
noi ci arriviamo stanchi ma anche esaltati dall esservi giunti dal 147... tutti ci infiliamo di corsa nella "buca dei gracchi" ,per prendere un caffe o ,piu, bere,bere ,bere....
il buon jhonnytappo ,con il suo fedele scudiero buccogt ,è invece alle prese con un problema occorso al forcellino del cambio , complice un colpo su qualche pietra lungo l ultimo tratto del percorso . alla fine ripartira da campocatino senza cambio , (ed in seguito togliera anche la catena .... ) ;intanto la alpiko scarpa continua ad aprirsi ogni pochi minuti ,a poco servono fascette e nastro americano ... la pazienza dei compagni di viaggio è veramente infinita ....
ci aspetta ora un trasferimento su bitume verso l acqua bianca da dove parte la marmifera che sale inesorabile verso il passo della focolaccia . la salita ,complice la fatica della mattinata e del giorno precedente ,si fa veramente dura e si vedono subito discese dalla sella. spingere in queste condizioni non mitica la fatica e il passo si fa sempre piu lento . il gruppo si allunga parecchio e i piu veloci a salire sino al bivio che dovremo imboccare per foce di cardeto avranno il tempo di andare a visitare la piu alta cava della focolaccia prima dell arrivo dei compagni.

Focolaccia – Foce Cardeto Sentiero 179 / Foce Cardeto – Cava 27 - Rif. Orto di Donna Sentiero 179

l inizio del nuovo sentiero ci fa capire da subito che raggiungere il rifugio orto di donna non sara una passeggiata ne per la tipologia di sentiero sia per la pendenza . superiamo un primo traverso su roccia aiutandoci l uno l altro e un secondo su neve compatta e in buona quantita ,malgrado siamo oramai alle porte di giugno. un erta salita a spalla ci porta alla foce di cardeto . abbiamo da poco superato l indicazione per la vetta del monte pisanino , il piu alto delle apuane ,per la via normale di salita .
seguiamo le tabelle che ci indicano il rifugio situato a 1500 m slm e procediamo lungo un non facile sentiero per ancora un oretta prima di raggiungere la meta odierna. inaspettatamente non troviamo in rifugio i nostri altri compagni che ci precedevano . pensiamo ad uno scherzo ma qando ,giustamente ,stefania ,la gestrice de l rifugio ci dice seria che su queste cose non si scherza mai , ci allarmiamo. siamo a fine pomeriggio e siamo molto stanchi. non capiamo proprio cosa possa essere accaduto . dopo avere provato ripetutamente a chiamarli sui telefoni ma con poca fortuna per mancanza di segnale (chissa perche quando servono .....) proviamo ad urlare a squarciagola . avendo capito la provenienza della risposta  capiamo che hanno perso parecchia quota sino quasi in val serenaia e stanno faticosamente risalendo lungo un malagevole sentiero . arriveranno circa 45 minuti piu tardi sfiniti dalla non prevista variante alla gia dura giornata . doccia ristoratrice , assemblea davanti alla stufa e poco dopo pantagruelica cena servitaci dalla cuoca stefania, che ringrazio in questa sede della disponibilita e collaborazione per averci tenuto appositamente aperto il rifugio per la notte e per la colazione del giorno seguente , altrementi chiuso. qualcuno nella scelta del primo piatto decide per una pasta e fagioli e farro ,sicuramente deliziosa ....ma non si rivelera una brillante idea per coloro che hanno fatto una ltra scela .,soprattutto nella notte................................:)))))

 
 

Giorno 3
Rif. Orto di  Donna – Foce Giovo  Sentiero 179
Foce Giovo – Vinca  Sentiero  175
Vinca –Monzone  
Monzone -  Casa Cardeto  Sentiero 40
Casa Cardeto – gabellaccia  Sentiero 40
Gabellaccia – castelpoggio  Sentiero 185
Castelpoggio – Casano di Ortonovo via Volpiglione

 
 
 
Rif. Orto di Donna – Foce Giovo Sentiero 179

la stanchezza ed il sonno hanno il sopravvento e malgrado tutto ,e ,come dice il buon pippixe ,l odore di umanita che stagna nelle camere , superiamo la notte. ci risvegliamo con un cielo azzurro ed un pisanino in splendida forma ; il pizzo d uccello si apre alla nostra vista e sembra dirci : avvicinatevi . e cosi sara . colazione  abbondante e con bici in spalla ci avviamo verso la foce di giovo , ai piedi del pizzo . siamo alla foce in poco piu di un ora ; volgiamo lo sguardo dietro, ora scenderemo verso vinca  e davanti a noi vediamo la meraviglia del monte sagro.    

foce di giovo - casano di ortonovo

La discesa verso vinca si divide in due parti: una prima ,piu ripida difficilmente ciclaible ,ed una seconda a ridosso del paese veloce ,scorrevole e molto godibile . giunti in paese , tappa tecnica per il solito jhonny e socio e mangereccia per tutti . scenderemo verso monzone , fino a poco meno di 300 m slm ,per poi risalire ancora una volta ,ma sara l ultima del tour , per circa 1000 m D+...
la salita inizia lungo la vecchia mulattiera che conduce a campocecina , una larga ma ripida sterrata ; non lunga , meno di 5 km ma che non da respiro neanche per un metro .sale inesorabile sino a casa cardeto per poi condurre in saliscendi all innesto con il sentiero proveniente da campocecina. superata la metà ci concediamo una pausa ristoratrice presso alcune vecchie abitazioni ristrutturate , dove ci attende anche una divertentissima altalena ....
ripartiamo per un ulteriore ora circa di cammino prima di ritrovare sotto di noi solo discesa . la salita è terminata , nessuno commenta ma gli occhi di tutti lasciano trasparire una grande gioia , anzi una doppia gioia: una per avere oramai la consapevolezza che il tour è oramai nelle nostre mani ,anzi gambe , la seconda perche sappiamo che da li al termine ci sono tre fantastiche discese che faranno divertire. tanto. tantissimo.
indossiamo le protezioni e partiamo . ora dobbiamo solo tenere sotto controllo la stanchezza , non farci prendere dall entusiasmo per non finire a terra ; la prima parte ci conduce al passo della gabellaccia . tutti sembrano rinati , si riparte lungo il pedofilo , il sentiero che terminera a castelpoggio , che la dice lunga sulle insidie che nasconde. il sentiero è impegnativo , costringe alla massima attenzione e tensione ma ci porta tutti sani e salvi alla fine.
l ultima , spettacolare ed inimitabile discesa la corriamo lungo il sentiero del volpiglione che ci fa precipitare sino a casano e di li alla casa di alpiko , fine del tour...

siamo appena arrivati , abbiamo sulle spalle tre giorni con circa 6000 m di dslivello + con discese altrettanto impegnative e gia abbiamo dimenticato le fatiche grazie anche agli scenari che ci hanno accompagnato in ogni attimo. è impossibile  trasmettere le sensazioni provate insieme alle fatiche a chi non era con noi , piu facile forse trasmettere in rapporto che abbiamo avuto con i monti della luna in questi fantastici incredibili giorni ,monti che ci hanno restituito la loro silenziosa,grandiosa  severità che  noi ,con il massimo rispetto ,abbiamo con umilta fatta nostra per tre giorni.....   

 
 
 



 
 
 
 
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