Extr_1 - Alpbike - Alpi Apuane e dintorni

Vai ai contenuti

Menu principale:

Extr_1

Iti_Extr

Massa-Passo del Vestito-Arni-Passo Sella-Arnetola-Passo Tambura-Resceto-Massa


Presentiamo uno dei nostri favoriti giri in mountain bike:si tratta di un un vero e proprio ineguagliabile trek che ci conduce in alcuni luoghi tra i più caratteristici e soprattutto esemplificativi della natura e dell'ambiente,anzi ,degli ambienti apuani.Si parte in pratica dal mare,si attraversa un moderno  ambiente di cava con  anche tutti gli sconvolgimenti ambientali che esso si porta dietro e si giunge in totale ambiente alpino pur con il contorno del lavoro dell'uomo.Scendiamo poi attraversando boschi secolari su selciati a secco costruiti pietra su pietra da uomini dalla tempra oggi inimmaginabile.Continuiamo il nostro cammino,anzi il nostro pedalare ricalcando l'antica via che nel 700 ha collegato ,pur se per poco e con poca fortuna , il ducato  di modena con massa.Nata dall'ingegno di un frate ingegnere che oso' creare una strada dove,almeno apparentemente,una strada non si poteva costruire e che lui prende nome:la Via Vandelli....Arriviamo  faticosamente alla quota più alta dell'itinerario,Passo Tambura ,per poi discendere continuando la via Vandelli fino alla finestra che da essa prende nome dove facciamo sosta al rifugio gestito N.Conti.L'ambiente intorno a noi è severo ,con antiche vie di lizza che tagliano i fianchi delle pareti,è muto,silenzioso.......Ci aspetta l'adrenalinica discesa che lungo la Vandelli meglio conservata ci condurrà a Resceto , caratteristico e tipico paese di cavatori.    

Si arriva con i freni fumanti e i polsi semidistrutti ma soprattutto con la gioia di aver fatto uno dei più bei giri del mondo!
E' impegnativo sia dal punto di vista fisico che meccanico.
Non è lungo in termini kilometrici ma lo è per i due forti dislivelli che comportano l'arrivo a Psso Sella e a Psso Tambura.
Lo è anche spesso da un punto di vista meteorologico,l'ambiente è di alta quota e sovente il tempo cambia rapidamente anche in primavera estate e non è raro imbattersi in violenti acquazzoni con tuoni e fulmini.
E vi assicuriamo che non proprio il massimo fare l'itinerario in queste condizioni ,lo è ancora meno scendere in bici sui sassi viscidi della Vandelli....

Va affrontato con calma e con il gusto del guardarsi intorno (anche ovviamente del guardare dove si mettono le ruote della bici.....).E' un giro da effettuare nel doppio di tempo di quello che si potrebbe fare in realtà.Vi assicuriamo un risultato garantito.Ovviamente bisogna essere anche disposti a fare parecchia fatica ,anche in discesa , e a fare un abbastanza lungo tratto a piedi  prima del Passo Tambura,ma questo vale in pratica per tutti i giri"estremistici".Per il resto...che dire?....provare...
Di seguito una descrizione più dettagliata dell'intero giro , che noi normalmente definiamo il "giro della Tambura".

 

Partiamo da Massa e lungo la rotabile asfaltata saliamo verso i paesi a monte .Arriviamo a Pian della Fioba (Orto Botanico) e quindi poco prima della galleria del Vestito (attenzione!dotatevi di piccole luci soprattutto per essere visti dalle automobili) facciamo una panoramica sosta.Lo sguardo spazia dal mare al Monte Sagro.Sopra di noi le moli del gruppo Tambura ,Contrario e Cavallo.  

 

Attraversiamo la galleria con attenzione ,è piuttosto lunga e veramente buia,siamo al passo del vestito e scendiamo verso Arni.Svoltiamo a sinistra e cominciamo a salire attraversando le ultime case del paese fino a cominciare la via marmifera superando una sbarra(m929slm).Qui finisce il percorso su strada del giro,adesso viene il bello.La via conduce alle cave più che mai attive della ditta Ronchieri per cui se si affronta  l'itinerario in giorni feriali seguite il nostro consiglio:date sempre la precedenza ai camion che la salgono e la scendono!    

 
 
 

La salita lungo la marmifera non è lunga,è circa 4km,ma la pendenza è notevole e costante,e il fondo non offre sempre buona aderenza.Ci sono poi delle brevi ma micidiali rampette che mettono veramente a dura prova cuore e gambe;tuttavia è interamente pedalabile per chi ha un discreto allenamento.Il percorrere tratti scendendo dalla bici comunque ci permette di guardarci intorno e soprattutto in alto con maggior attenzione...      

 

Si giunge faticosamente ai bucolici prati di Passo Sella(m.1500slm)...dove ci godiamo una panoramica sosta...Continuando la marmifera sulla sinistra si oltrepassa il crinale spartiacque attraverso un tunnel e termina nella cava di Piastreta(cava Ronchieri),proprio sotto il M.Sella.



 

A questo punto affrontiamo la prima discesa che ci condurrà in Arnetola attraverso una mulattiera in buono stato immersa nel bosco.Attenzione perchè in questo versante anche in primavera inoltrata abbiamo incontrato tratti ricoperti di neve...Si giunge nel valloncello di Ripanaia (q.1077slm) dove per non continuare verso Arnetola e quindi Vagli continuiamo a sinistra direzione Passo Tambura...

 

Da qui si ricalcalca la antica via Vandelli.Il fondo e la pendenza del tracciato mettono a dura prova le nostre forze e non scendere a tratti è veramente difficile...
L'ambiente intorno a noi è veramente maestoso e guardando in alto le creste ci sembra quasi impossibile poter raggiungere il passo...

 

Ma poichè  noi raggiungiamo ogni luogo raggiungibile a piedi...affrontiamo con piacere la fatica e finalmente ci avviamo verso il passo non senza sostare di tanto in tanto ,il che ci permette anche di dare uno sguardo da dove siamo venuti...

 

Arriviamo cosi al passo (m.1620slm) e mentre qualcuno si gode la vista e un po di riposo ,altri posano la bici e si incamminano verso la vetta del monte Tambura(m.1890slm)!

 
 

Ritornati al passo,la prima parte della discesa,il cui stato è il peggiore dell'intero tracciato,ci conduce alla finestra Vandelli dove ci rifocilliamo al rifugio gestito Nello Conti.

 

Da questo momento ci aspettano 1000 metri di dislivello in discesa sugli storici sassi della strada settecentesca...non c'e' nulla da aggiungere,se non che se uno non prova...non può capire.
Il tracciato in questa parte è tutto sommato in ottimo stato il che però ci fa mollare ancora di più i freni...
 

 
 
 
 

La discesa adrenalinica termina a Resceto dove ci accolgono i liquidi del bar dove facciamo l'ultima sosta prima del rientro a casa.  

 

Non abbiamo parole che possono descrive la sublimità della giornata dedicata ad effettuare questo bike-giro...dobbiamo però doverosamente spenderne alcune per fare delle raccomandazioni:
l'itinerario è nel suo complesso decisamente impegnativo,e va necessariamente affrontato con la preparazione adeguata e mai da soli.Soprattutto sarebbe opportuno avere al seguito una persona a conoscenza dei luoghi e dell'ambiente che si affronta.E' necessario avere al seguito uno zainetto con materiali di conforto e acqua in abbondanza anche se lungo il percorso ci sono fonti...

 

Il giro va effettuato senza fretta e calcolando qualche piccolo imprevisto...per cui bisogna prevedere 7-8 ore per completarlo con le dovute soste...E' sottinteso l'uso del casco (noi lo abbiamo SEMPRE indossato) ed è raccomandabile l'uso di protezioni alle gambe e alle braccia nelle discese.Ma la raccomandazione più importante è senza dubbio quella di non sottovalutare mai il percorso che come tutti in Apuane necessita della massima attenzione e preparazione;abbiamo avuto con noi persone straniere abituate a pedalare nelle Alpi e in Dolomiti che hanno terminato il giro dicendoci che non pensavano fosse così....altri che alla fine facevano fatica anche a scendere verso Resceto....        

 
 
 
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu